Il mare della Riviera dei Fiori nel cuore del Santuario Pelagos

La Costa

Il Mediterraneo è un mare piuttosto piccolo se paragonato agli oceani, e può sembrare ancor più sorprendente che contenga al suo interno un’area protetta più vasta dell’intero territorio dell’Austria. Compreso tra la Liguria e la Provenza, il Santuario Pelagos si estende a sud fino al lato settentrionale della Sardegna, est fino oltre l’Argentario, e a ovest fino alla penisola di Giens in Francia; ha un’estensione di 87.500 km quadrati ed è stato istituito per proteggere in primo luogo la sua fauna più delicata e rappresentativa, quella dei cetacei (balene e delfini), ma necessariamente anche tutto il resto dell’ecosistema, dal fitoplancton ai pesci. Questa zona di mare infatti è molto particolare e costituisce probabilmente la più clamorosa eccezione al Mediterraneo considerato generalmente un mare “povero”.

Il Santuario non è né un parco marino costiero, né solo un tratto di mare aperto, bensì contiene molti e diversi habitat, che si susseguono dalla riva fino ai fondali di oltre 2500 metri. E non è tutto: il Santuario ha anche un’altra peculiarità più unica che rara: non è né esclusivamente italiano, né francese, ma è frutto dell’accordo di tre diverse nazioni, Italia Francia e Principato di Monaco. In realtà è solo da pochi decenni che i ricercatori si sono resi conto che il bacino Corso-Ligure-Provenzale, ovvero la parte nord-occidentale del Mediterraneo, costituisce un patrimonio naturalistico di enorme valore.

 Negli Anni Ottanta infatti una serie di survey nel Mediterraneo compiuti dall’Istituto Tethys Onlus, organizzazione dedicata allo studio per la tutela dei cetacei, avevano portato alla conclusione che nel Mar Ligure occidentale la frequenza di avvistamento di balene e delfini era di quattro volte superiore a quella del contiguo Tirreno. Anche se è per loro che è stato creato il Santuario, in realtà l’insolita abbondanza e varietà di specie del Mar Ligure e di Corsica non riguarda solamente i cetacei, bensì tutta la cosiddetta “catena alimentare”, tra cui pesci, cefalopodi, crostacei planctonici, insomma una grande varietà di organismi che popolano questo ambiente – un ambiente tutt’altro che monotono e uniforme.

Il Santuario ospita tutte le specie regolari del Mediterraneo, otto in tutto: le balenottere comuni (la seconda specie più grande al mondo dopo le ‘azzurre’, con 20-24 metri di lunghezza), i capodogli (i più grandi predatori al  mondo), gli zifii, i globicefali, i grampi, i tursiopi, le stenelle striate e i rari delfini comuni. Oltre ai cetacei le acque del Santuario sono popolate anche da tartarughe, mobule (le cosiddette mante mediterranee), uccelli marini, tonni, pesci spada e cetorini (gli innocui squali elefante).

Resterete stupiti di sapere che il Santuario Pelagos è tra i migliori posti dove fare whale watching, incontrando le maestose balenottere, i mitici capodogli o le vivaci stenelle, in un contesto straordinario e unico.

Per farlo le possibilità sono molte e vanno dall’escursione di mezza giornata a bordo di motonavi, ai week end di vela, alla partecipazione a crociere di Citizen Science che l’Istituto Tethys conduce da 31 anni nel Santuario partendo da Portosole, Sanremo.  A queste ultime chiunque può partecipare, senza alcuna preparazione scientifica, vivendo l’emozione di incontri ravvicinati con balene e delfini, affiancando i biologi marini durante la raccolta dei dati e contribuendo fattivamente alla loro tutela, che vede in prima linea proprio l’Istituto Tethys.

Per informazioni sulle crociere Citizen Science di Tethys consultate il sito  www.baleneedelfini.org

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